Fabbisogno Calorico

Il fabbisogno calorico di un individuo è il livello di assunzione energetica quando l’individuo ha composizione, dimensioni dell’organismo e livelli d’attività fisica in accordo con il mantenimento di un buono stato di salute a lungo termine.

L’attività fisica deve essere necessaria dal punto di vista economico e desiderabile dal punto di vista sociale.

L’apporto di energia deve controbilanciare la quantità di energia dissipata ed i cambiamenti d’energia depositata nell’organismo sottoforma di grasso o altro.

Si dovrebbe poter calcolare con facilità il fabbisogno calorico e la perdita o guadagno di tessuti cui corrisponde un apporto energetico inferiore o superiore al bisogno.

E’ invece molto difficile fare questo calcolo con esattezza. Infatti, le stime predittive sono molto meno precise e accurate per gli individui che per le popolazioni e variazioni del consumo energetico possono essere notevoli, anche in individui apparentemente simili.

Inoltre, bisogna tenere presenti alcuni altri fattori. Non tutta l’energia contenuta nei cibi è disponibile. In genere, le tabelle di composizione degli alimenti si riferiscono all’energia disponibile ma, in alcune situazioni, vi può essere una discrepanza tra il valore energetico del cibo ingerito e quello dei nutrienti realmente assorbiti.

Due cucchiai in legno che rappresentano thewealthyspoon ed il menù di un ristorante, suggerimenti per mangiare fuori casa della Nutrizionista Dott.ssa Paola Proietti Cesaretti

Mangiare fuori casa

Mangiare al ristorante spesso risulta una situazione difficile da gestire per chi sta seguendo un percorso nutrizionale.

In particolare, se nel protocollo personalizzato sono previste delle limitazioni di alcuni alimenti e di alcuni tipi di cottura o condimenti, allora è tanto più difficile organizzarsi.

Mangiare fuori casa dovrebbe essere sempre un momento di relax e non di stress nel caso sia un pranzo o cena di lavoro che una uscita conviviale. 

Come gestire questa evenienza? Per evitare che diventi appunto una situazione di stress, cosa sconveniente sia per la dieta che per il lavoro, ci sono delle semplici regole da seguire, che, in qualità di nutrizionista, ho il piacere di suggerirvi.

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Donne alla lezione di ginnastica artistica: in tutino nero a braccia alzate, di una certa età, la menopausa è una patologia che la Nutrizionista Dott.ssa Paola Proietti Cesaretti può aiutare a mitigare by thewealthyspoon

La Menopausa

La menopausa è un momento fisiologico della vita della donna che si verifica tra i 45 e 55 anni e viene confermata quando il ciclo non compare da almeno 12 mesi continuativi. La caratteristica principale è il calo degli ormoni femminili (estrogeni e progestinici) con conseguente termine della fertilità.

A seguito di questo cambiamento ormonale, la menopausa è caratterizzata da vari disturbi la cui intensità varia in maniera individuale. Si tratta di disturbi legati alla sfera neurovegetativa (vampate, sudorazione e disturbi del sonno), a quella psicoemotiva (sbalzi di umore, demotivazione e ansia), ma anche a quella fisica (aumento di peso, aumento del colesterolo e ipertensione). 

Alcuni fattori tendono ad aggravare questi disturbi come ad esempio lo stress, la sedentarietà e il tipo di alimentazione.

L’aumento di peso, in particolare a livello addominale, è un disturbo che colpisce più del 50% delle donne in menopausa oltre i 50 anni. 

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Una ciotola finemente decorata che contiene un mix bilanciato di macronutrienti, quali proteine, grassi buoni e carboidrati preparato dalla Nutrizionista Dott.ssa Paola Proietti Cesaretti by thewealthyspoon

Come fare un piatto sano ed equilibrato

Nella mia pagina Instagram questa settimana ho suggerito ogni giorno un piatto diverso per il pranzo. Mi sono ispirata al piatto di Harvard, indicazione ormai consolidata come linea guida del mangiare sano che i ricercatori della Harvard School of Public Health hanno elaborato nel 2012.

Il piatto di Harvard è basato sulla composizione del pasto inserendo tutti i macronutrienti nelle proporzioni corrette.

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Figure stilizzate di tre donne in rosa che si tengono per mano by thewealthyspoon, rappresentano la sindrome dell'ovaio policistico una patologia che la Nutrizionista Dott.ssa Paola Proietti Cesaretti può aiutare a mitigare

Sindrome dell’Ovaio Policistico e Alimentazione

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS acronimo di “Polycistic Ovarian Syndrome) è un disturbo multi-fattoriale su base endocrino metabolica che, secondo recenti studi, colpisce più del 10 % delle donne in età fertile. 

Per diagnosticare la PCOS sono necessari degli esami specifici che lo specialista solitamente prescrive dopo aver effettuato un’anamnesi approfondita che evidenzia la presenza contemporanea di almeno due dei seguenti sintomi:

  • Anovulazione (solo una o due ovulazioni negli ultimi 90 giorni) oppure oligo-ovulazione (irregolarità)
  • Amenorrea (mancanza di ovulazione negli ultimi 90 giorni)
  • Ovaie con aspetto ecografico policistico

Inoltre possono presentarsi anche:

  • Irsutismo con peluria diffusa in aree del corpo specifiche
  • Acne diffusa 
  • Sovrappeso diffuso nella zona addominale
  • Dislipidemia (ipertrigliceridiemiain particolare)
  • Infertilità
  • Dolore pelvico
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