Allergia al Nichel, Dietoterapia ed Eubiosi

Il Nichel è un elemento molto diffuso sulla terra ed è ampiamente utilizzato nelle leghe metalliche in moltissimi oggetti di uso comune come, ad esempio, nelle pentole di acciaio inox, nelle monete e nella bigiotteria.

L’allergia al Nichel è un disturbo che coinvolge circa il 30% della popolazione italiana con una media europea del 15% (l’ultima in classifica è la Scandinavia con un 9%) e colpisce maggiormente i soggetti di sesso femminile rispetto a quello maschile.

Quando si parla di allergia sistemica al Nichel (SNAS) si devono distinguere i sintomi cutanei da quelli extra cutanei.

I primi sono causati dal contatto diretto con il metallo stesso e provocano principalmente fenomeni cutanei come prurito e rossore (dermatite da contatto o DAC) dovuti ad una attivazione del sistema immunitario che scatena la risposta allergica.

La DAC si diagnostica tramite il patch-test cutaneo. Il Nichel è presente in moltissimi oggetti di uso comune come monete, cerniere dei vestiti, bigiotteria, chiavi, maniglie e pentole e quindi è piuttosto difficile nella vita di tutti i giorni evitarne il contatto diretto.

I sintomi extra cutanei sono causati dall’ingestione ripetuta di alimenti che contengono il metallo e provoca per un effetto di accumulo fenomeni di diverso tipo:

  • gastroenterici (gonfiore addominale, nausea, sindrome dell’intestino irritabile)
  • respiratori (asma, rinite)
  • neurologici (cefalea, vertigini),
  • cutanei più o meno intensi (dermatite)
  • sintomi generici (stanchezza cronica, dolori diffusi, disturbi del sonno)

Il nichel è molto diffuso in natura trovandosi nell’atmosfera, nell’acqua delle falde, nella terra stessa. 

La concentrazione di nichel negli alimenti vegetali varia non solo in base alla posizione geografica e al tipo di coltivazione, ma anche in base alla stagione: la sua concentrazione è più alta in autunno e primavera mentre diminuisce in estate e in inverno.

E’ piuttosto difficile gestire l’allergia al Nichel da ingestione specialmente nella popolazione dell’area mediterranea poichè il nichel è presente maggiormente in alcuni tipi di verdura e frutta, semi oleosi, cereali e farine integrali tipici della dieta mediterranea; è per questo motivo che l’incidenza della malattia in Europa è maggiore nell’area mediterranea piuttosto che in quella nordica.

La terapia che si deve intraprendere nel caso dell’allergia sistemica è quella dell’esclusione dalla dieta degli alimenti ricchi in nichel per un periodo variabile dalle 4 settimane ai 3 mesi in base alla gravità e dalla durata dei sintomi.

La dietoterapia di esclusione se effettuata in modo corretto e secondo i dogmi di una alimentazione sana porta ad effetti sistemici positivi se associata ad una situazione di benessere dell’intestino.

Studi recenti hanno evidenziato che una disbiosi intestinale, quindi un’alterata composizione della flora intestinale che è composta da batteri, virus e funghi che in eubiosi lavorano in sinergia con effetti positivi, provoca un effetto infiammatorio sistemico che altera il sistema immunitario.

Se riportiamo allo stato di benessere il nostro microbiota intestinale, anche le difese dell’organismo reagiscono meglio. 

E’ in fase di studio una vaccinazione basata sulla somministrazione di Nichel solfato a piccolissime dosi giornaliere dopo completa desensibilizzazione con dietoterapia e ripristino della eubiosi intestinale.

Consigli pratici

Ecco alcuni consigli pratici per la vita quotidiana

  • evitare gli alimenti ad alto contenuto di nichel (come cacao, cioccolato, semi oleosi, alcuni ortaggi e frutta, cereali e farine integrali, legumi)
  • evitare gli alimenti conservati (le scatolette di latta sono ricche di nichel) e alimenti processati (come i piatti già pronti)
  • preparare il più possibile i pasti a casa controllando la provenienza e la conservazione del cibo
  • evitare alimenti che creano acidosi (in ambiente acido il Nichel si dissolve maggiormente e quindi diventa più disponibile all’assorbimento)
  • utilizzare in cucina utensili e pentole in vetro, ceramica non smaltata, pyrex, teflon 
  • prima di bere l’acqua dal rubinetto, farla scorrere qualche minuto per ridurre la quantità di nichel presente normalmente nelle tubature
  • aggiungere vitamina C ai pasti poiché ostacola l’assorbimento del Nichel
  • evitare il fumo di sigaretta (in ogni sigaretta è contenuto del nichel)
  • garantire una eubiosi intestinale con approcci mirati e personalizzati 
  • valutare periodicamente l’emocromo, in seguito ad un colloquio con il proprio medico, per scongiurare un’eventuale carenza di ferro (chi è soggetto a SNAS ed è anemico assorbe maggiormente il Nichel)

Risulta evidente che questo tipo di allergia è molto difficile da controllare per l’impossibilità di eliminare completamente il Nichel dalla dieta ed è molto individuale la risposta anche allo stesso tipo di alimento.

E’ indispensabile avere delle linee guida da seguire per evitare o limitare ricadute con conseguente aumento dei disturbi e per questo è fondamentale il supporto dei professionisti della salute, in questo caso specifico le figure del dermatologo e del nutrizionista

In particolare dopo un’attenta anamnesi e la dietoterapia di esclusione il nutrizionista potrà valutare in modo personalizzato l’introduzione graduale di vari alimenti individuando quelli che possono essere reintrodotti nella dieta nella giusta frequenza rispetto ad altri. Un buon piano nutrizionale a rotazione farà da corollario ad uno stile di vita sano.

Nella mia pagina di Bibliografia potete trovare l’elenco delle pubblicazioni più interessanti sull’allergia al nichel.

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